Tuesday, July 11, 2017

Throw Your Net on The Other Side of The Boat

When the Lord passed by my life, I was casting into the digital net. And when he said “Come, follow me” (Mt. 4:19). I went and followed… but I didn’t leave the net. Instead, I brought with me the Word and made it circulate it in the digital continent.

Because of Computer Engineering, my head was wired with data, circuits, and codes. Then I was called. The deciphering of codes to make a computer software work was converted into deciphering the code that Jesus left to make heaven on earth unfold. For many years I have wondered why of all the bastards out there, I was called. And at the same time, He gave me the opportunity to navigate, investigate, dominate the digital continent. Later that I realized that God called me to proclaim the Word through the digital continent; to encode in my heart the digital numbers 0 and 1: ZERO other God and the ONE and only command: “Love one another as I have loved you” (Jn 13:34); to continue fishing men and women citizens of the digital continent.

We can be missionaries in cyberspace and not just in the real world. It is a frontier that is vast and unfathomed. We can make use of the cyber-world as a tool to make the Lord God KNOWN by all. And through it, invite others to know him more: share the Daily Gospel, share the story of the chosen People of God, share the love story of God and his people. Make use of the network to build networks of faith and decrypt the true and hidden message of the Word.

We can show our love and be Missionaries of the merciful and loving God by spreading love and promoting peace in the social network and overcome cyberbullying. We can inspire people to circulate the antivirus of hate through videos, graphics, and music. We can be mediator between the LOVE of God and his people through the digital continent. But of course, always with precautions and prudence. The Church invites us to be present in this “new continent” and also warns us of its illusions and traps (cf. LS 47).

Well, we got used to the old and conventional way of doing mission: to go out and meet people, be physically seen, preach to people and convert the faithful, and be seen doing a lot of action, facing all the dangers in the frontiers. I believe that it is time to upgrade our operating system that to be a missionary is just limited in that version. "Throw your net on the other side of the boat!" We too can SERVE God and his people, we can be Servants of the Word, missionaries in the digital continent, even just by sitting in front of the computer or by using our mobile phones. After all, both conventional and the digital missioning has the same goal which the song “The Mission” by Steve Green perfectly summarizes: “To love the Lord our God is the heartbeat of our mission, the spring from which our service overflows. Across the street or around the world,” and I add, even in the digital continent, “the mission’s still the same: Proclaim and live the Truth in Jesus’ name.

As servants of the Word, we feel called to search for the signs of God in the digital world, to share our experience of the Gospel in new communication codes and to combat the viruses of manipulation, superficiality and depersonalization. What a revolution Claret would have encouraged if he had the possibilities offered today by these new technologies! (cf. MFL 2j) (MS 18)

May the Lord be praised and others be encouraged to PRAISE Him in and through the fiber optics. Be a Servant of the Word. Share the Word and be missionaries in the cyber continent. The DNS and gateways are always open for all!




Thursday, June 29, 2017

Guardi!

La Chiesa proclama persone esemplari come santi perché che possano essere modelli per noi nella nostra vita cristiana. Ma prima che essi siano scelti dal popolo di Dio, essi sono innanzitutto scelti da Dio. Non sono scelti perché sono perfetti, non perché erano i migliori tra tutti, non perché sono buoni, o provengono dalla famiglia migliore, o perché sono ben educati. Sono scelti perché erano aperti ai suggerimenti dello Spirito Santo, e offrivano uno spazio per Dio nei loro cuori.

Oggi celebriamo due grandi santi, infatti, sono i due pilastri della Chiesa. Celebriamo la festa di San Pietro e Paolo. PIETRO era uno dei dodici apostoli scelti da Gesù. Originariamente era un pescatore. Ha svolto un ruolo di guida e è stato con Gesù durante gli eventi manifestati solo ad alcuni apostoli, come la Trasfigurazione. PAOLO era un ebreo ellenizzato, che godeva della cittadinanza romana. Non conobbe direttamente Gesù, sebbene suo contemporaneo, e, come tanti connazionali, avversava la neo-istituita Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla direttamente. Paolo si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore.

Guardiamo le caratteristiche principali di questi uomini che possono servire da ispirazione e guida nella nostra vita come cristiani.

RINOMINATI. Entrambi avevano i loro nomi originali. Pietro era chiamato Simone e Paolo era chiamato Saul. Il giorno in cui i loro nomi sono stati cambiati, c'è stato un cambiamento anche nella loro responsabilità, nella loro personalità, nella loro identità. Da pescatore ordinario, Simone passa a condure i suoi compagni di pesca a catturare i pesci e dirigere la sua famiglia. Quando fu chiamato da Cristo, Pietro, gli fu dato all'autorità di guidare tutti gli uomini, appartenenti della Chiesa. Si è trasformato in pescatore di uomini.

Saul, era un uomo che perseguitava i cristiani, cercando di limitare il numero dei credenti e dei seguaci di Cristo. Quando il suo nome è stato cambiato, si è trasformato in una persona che ha propagato la fede, ha convertito molti alla fede e ha portato migliaia di seguaci a Cristo. Ha portato la Buona Notizia alle nazioni pagane e al mondo.

Come Pietro e Paolo, anche noi siamo stati rinominati. Quando siamo stati battezzati, ci è stato dato il nostro nome comune. Ma non dobbiamo dimenticare che in quel momento siamo stati chiamati Cristiani e siamo diventati sacramento di Cristo. Per questo, siamo obbligati a fare del nostro meglio per assolvere le responsabilità come cristiani, nel modo migliore che possiamo.

OBBEDIENTI. Pietro e Paolo erano obbedienti agli insegnamenti di Cristo, obbedienti alla legge del Padre, obbedienti alla legge dell'amore. Entrambi erano obbedienti al comando: andare in tutto il mondo e proclamare il Vangelo. Erano obbedienti perché entrambi avevano rapporti profondi con Cristo. Erano obbediente perché entrambi erano aperti alle richieste dello Spirito Santo. Entrambi hanno aperto gli occhi e il cuore a Dio. Entrambi aprirono gli occhi e i cuori di molti. Come loro, anche noi siamo invitati a essere obbedienti alle richieste dello Spirito, alle parole di Gesù Cristo, e all'amore e volontà del Padre.

CONVERTITI. Pietro rinnegò Gesù tre volte. Per amore, gli è stato dato la possibilità di riscattarsi. Paolo ha perseguitato i cristiani. Era lì quando Stefano protomartire fu lapidato. E per compassione è stato convertito e trasformato in qualcuno che porta la vita alle Chiese. Siamo tutti invitati a convertirci, trasformarci in persone migliori, essere testimoni e messaggeri della gioia del Vangelo.

San Pietro e Paolo, aiutateci a vivere come cristiani. Guidateci nell'utilizzare i nostri talenti e competenze secondo la volontà di Dio. Guidateci alla conversione e insegnateci a vivere secondo il volere di Dio. AMEN.



Sunday, June 25, 2017

Intrepido

Quali sono le vostre paure nella vita? Di che cosa avete paura? Perché avete paura?

Il più grande timore dell'uomo è perdere la propria vita. La paura della morte. Da qui deriva il resto delle angosce che abbiamo: il timore delle calamità naturali, del terrore umano, la paura della perdita della ricchezza, di restare poveri, dei disturbi e delle malattie, la paura del tradimento, di rimanere soli, di perdere gli amici, l’angoscia degli occhi che osservano i passi falsi che facciamo. È l'elenco continua.

Le persone prima e durante il tempo di Gesù credevano che la morte fosse causata dal peccato. In parte è vero, ma non significa che lo sia sempre. Perché non tutti quelli che muoiono, muoiono a causa del peccato. Muoiono perché la morte fa parte della natura umana, fa parte del ciclo della vita. Ma c’è una cosa che dobbiamo ricordare: è che è venuto un uomo, il Figlio dell'uomo, figlio di Dio, Gesù era il suo nome. È venuto a cambiare il destino dell'uomo che Adam ha stabilito quando ha peccato contro Dio. Gesù è venuto a dire a tutti noi che non dobbiamo temere di perdere la propria vita, perché c'è una vita dopo la morte. E tutto ciò che deve essere fatto mentre siamo in vita è agire nella giustizia e nell'amore.

NON TEMERE NESSUNO, dice Gesù. Da un lato ci consola con la sua presenza e la sua venuta. Ma questa esortazione di non temere nessuno non è solo per darci coraggio in tempi di prove e tribolazioni, né per aumentare la nostra fiducia, né per consolarci. È UN'ESORTAZIONE RIVOLTA A TUTTI NOI CRISTIANI A NON AVERE PAURA DI PROCLAMARE IL VANGELO DEL REGNO. È un comando a essere forti nel proclamare gli insegnamenti di Gesù Cristo.Quello che dico nell'oscurità, ditelo nella luce; Quello che senti bisbigliare, ripetilo sui tetti. Non abbiate paura della morte, delle persecuzioni che vengono con l'annuncio del Vangelo.” Perché, come ha promesso Gesù, c'è qualcosa che vi attende in cielo più prezioso di quanto avete in terra.

NON ABBIATE PAURA di affrontare popoli diversi. Non abbiate paura di affrontare persone che non credono. Non abbiate paura di essere criticati perché siete cristiani. Non abbiate paura di proclamare il nostro Dio amorevole. Mi sento fiero di alcuni dei nostri fratelli protestanti che non hanno paura di parlare di Dio e della nostra salvezza che Gesù ci ha portati in luoghi pubblici. E mi dispiace che molti di noi si vergognino di parlare di Dio, degli insegnamenti di Gesù, perfino dentro la nostra casa.  

NON ABBIATE PAURA DI ESSERE UCCISI PERCHÉ SIETE CRISTIANI. Non abbiate paura di coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; Piuttosto, abbiate paura di colui che può distruggere sia l'anima che il corpo nella Gehenna.” Il Signore ci proteggerà.

NON ABBIATE PAURA PERCHÉ TUTTI SIAMO DEGNI PER IL SIGNORE. Non pensate che, se talvolta la testimonianza e la fede, ci procurano persecuzioni non siamo degno di Dio. Perché molti che hanno servito il Signore, hanno predicato, sono stati uccisi. Quando la morte arriva a noi, viene perché è il nostro tempo. E non significa che non siamo degni dell’amore di Dio.Voi valete più di molti passeri.

Cari amici, Gesù ci esorta oggi a NON AVER PAURA DI TESTIMONIARE, DI DIVENTARE MESSAGGERI DELLA GIOIA DEL VANGELO. Chiunque riconosce me al di sopra degli altri, io la riconoscerò davanti a Dio. Ma chi mi nega anch’io lo negherò davanti al Padre celeste.


NON TEMERE. CREDI IN DIO.


Saturday, June 24, 2017

Fearless

What are your fears in life? What are you afraid of? Why are you afraid?

The greatest fear of man is to lose one’s life. The fear of death. From here stems the rest of our fears in life: fear of natural calamities, fear of man made terror, fear of losing richness, fear of staying or becoming poor, fear of ailments and diseases, fear of treachery, of being alone, of losing friends, fear of the eyes who are on the watch for any misstep of ours. And the list continues.

The people of old often believed that death is caused by one’s sin. Sin brings forth death. Somehow it’s true, depending on the syntax and context of the sentence. But it does not necessarily mean to be true always. Because not all who die, die because of sin. We die because death is part of our human nature, part of our cycle of life. One thing though that we must always remember, that at a certain point in time, in a particular place called Nazareth, a man came: the Son of Man, Son of God, and Jesus was his name. He came to change the fate of "man" that Adam brought when he sinned against God. He came to tell everyone, that hey brother, one must not be afraid of losing one’s life, because there is an afterlife. And all that must be done while living on earth is to live in righteousness, in just, and in love. 

FEAR NO ONE, Jesus says. On the one hand, he consoles us of his presence and of his coming. But this command of his, to fear no one, is not only for us to be brave in times of trials and tribulations. It is neither a simple boosting of our confidence, nor a consolation. IT IS AN EXHORTATION FOR ALL OF US CHRISTIANS: TO BE NOT AFRAID TO PROCLAIM THE GOOD NEWS OF THE KINGDOM, AND TO SHOW THAT WE ARE CHRISTIANS. It is a command for us to be fearless in proclaiming the teachings of Jesus Christ. "What I say to you in the darkness, speak in the light; what you hear whispered, proclaim on the housetops. Be not afraid of death, of persecutions that comes with the proclamation of the Gospel." Because as Jesus has promised, there is something stored for us in heaven more than what we have in our earthly life.

DO NOT BE AFRAID of facing peoples of different types. Do not be afraid of facing people who do not believe. Do not be afraid of being criticized because you are a Christian. Do not be afraid to proclaim our loving God. You know, I feel proud of some of our brother Protestants who are fearless to speak about God and of our salvation that Jesus brought us in public places, in buses and many times they are laughed at and criticized. And I feel pity that many of us "called Christians" are ashamed of or would not even speak about God, of the teachings of Jesus, not even inside our house, not even with our family members.

DO NOT BE AFRAID to die, to get killed because you are a Christian. “Do not be afraid of those who kill the body but cannot kill the soul; rather, be afraid of the one who can destroy both soul and body in Gehenna.” The Lord will protect us. Life in God doesn't end here. There is afterlife.

DO NOT BE AFRAID for we are all worthy for him. Do not think that you are not worthy in the eyes of God just because despite your witnessing and your firm faith, you still suffer or get tortured or get killed. Because many who have served the Lord, preached, proclaimed also in the end, had the same fate as Jesus Christ: killed or died. If death comes to us, it comes because it is our time. And it doesn’t mean that we are not worthy of his love.We are worth more than many sparrows.

My dear friends, Jesus exhorts us today TO BE FEARLESS WITNESSES AND MESSENGERS OF THE JOY OF THE GOSPEL. And we should always remember: "Everyone who acknowledges me before others I will acknowledge before my heavenly Father. But whoever denies me before others, I will deny before my heavenly Father."


BE NOT AFRAID. TRUST IN GOD.


Friday, June 23, 2017

His Heart

We celebrate today the solemnity of the Sacred Heart of Jesus. What makes sacred the heart of Jesus is, first and foremost, his being the Son of God and the Son of a woman with an immaculate and marvelous heart. What makes sacred Jesus' heart is that it is full of the knowledge of the Father and it is only the Father who fills his heart. Everything that comes from it comes from the Father and what comes from his heart are signs of the abundant love of the merciful God. What makes sacred the heart of Jesus is its connection to the heart of the Father. He has the same heart as of the Father. 

What makes sacred the heart of Jesus is that it is capable of embracing all those who are tired and fatigued in life, those who are lost and weary. Those who are tired can rest in his heart, find peace in his heart, find hope in his heart.

As followers, we are all invited to learn from his sacred heart. We are invited to look deeply and imitate his meek and humble heart. We are invited to take his yoke because his yoke is good and his weight is light. Because if we have a heart similar to that of Jesus, all the problems of our lives would be bearable and they would be light.

Let us pray to the Sacred Heart of Jesus, that he may continue to teach us the path to the Father and lighten the burdens of our tired hearts.