Sunday, June 25, 2017

Intrepido

Quali sono le vostre paure nella vita? Di che cosa avete paura? Perché avete paura?

Il più grande timore dell'uomo è perdere la propria vita. La paura della morte. Da qui deriva il resto delle angosce che abbiamo: il timore delle calamità naturali, del terrore umano, la paura della perdita della ricchezza, di restare poveri, dei disturbi e delle malattie, la paura del tradimento, di rimanere soli, di perdere gli amici, l’angoscia degli occhi che osservano i passi falsi che facciamo. È l'elenco continua.

Le persone prima e durante il tempo di Gesù credevano che la morte fosse causata dal peccato. In parte è vero, ma non significa che lo sia sempre. Perché non tutti quelli che muoiono, muoiono a causa del peccato. Muoiono perché la morte fa parte della natura umana, fa parte del ciclo della vita. Ma c’è una cosa che dobbiamo ricordare: è che è venuto un uomo, il Figlio dell'uomo, figlio di Dio, Gesù era il suo nome. È venuto a cambiare il destino dell'uomo che Adam ha stabilito quando ha peccato contro Dio. Gesù è venuto a dire a tutti noi che non dobbiamo temere di perdere la propria vita, perché c'è una vita dopo la morte. E tutto ciò che deve essere fatto mentre siamo in vita è agire nella giustizia e nell'amore.

NON TEMERE NESSUNO, dice Gesù. Da un lato ci consola con la sua presenza e la sua venuta. Ma questa esortazione di non temere nessuno non è solo per darci coraggio in tempi di prove e tribolazioni, né per aumentare la nostra fiducia, né per consolarci. È UN'ESORTAZIONE RIVOLTA A TUTTI NOI CRISTIANI A NON AVERE PAURA DI PROCLAMARE IL VANGELO DEL REGNO. È un comando a essere forti nel proclamare gli insegnamenti di Gesù Cristo.Quello che dico nell'oscurità, ditelo nella luce; Quello che senti bisbigliare, ripetilo sui tetti. Non abbiate paura della morte, delle persecuzioni che vengono con l'annuncio del Vangelo.” Perché, come ha promesso Gesù, c'è qualcosa che vi attende in cielo più prezioso di quanto avete in terra.

NON ABBIATE PAURA di affrontare popoli diversi. Non abbiate paura di affrontare persone che non credono. Non abbiate paura di essere criticati perché siete cristiani. Non abbiate paura di proclamare il nostro Dio amorevole. Mi sento fiero di alcuni dei nostri fratelli protestanti che non hanno paura di parlare di Dio e della nostra salvezza che Gesù ci ha portati in luoghi pubblici. E mi dispiace che molti di noi si vergognino di parlare di Dio, degli insegnamenti di Gesù, perfino dentro la nostra casa.  

NON ABBIATE PAURA DI ESSERE UCCISI PERCHÉ SIETE CRISTIANI. Non abbiate paura di coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; Piuttosto, abbiate paura di colui che può distruggere sia l'anima che il corpo nella Gehenna.” Il Signore ci proteggerà.

NON ABBIATE PAURA PERCHÉ TUTTI SIAMO DEGNI PER IL SIGNORE. Non pensate che, se talvolta la testimonianza e la fede, ci procurano persecuzioni non siamo degno di Dio. Perché molti che hanno servito il Signore, hanno predicato, sono stati uccisi. Quando la morte arriva a noi, viene perché è il nostro tempo. E non significa che non siamo degni dell’amore di Dio.Voi valete più di molti passeri.

Cari amici, Gesù ci esorta oggi a NON AVER PAURA DI TESTIMONIARE, DI DIVENTARE MESSAGGERI DELLA GIOIA DEL VANGELO. Chiunque riconosce me al di sopra degli altri, io la riconoscerò davanti a Dio. Ma chi mi nega anch’io lo negherò davanti al Padre celeste.


NON TEMERE. CREDI IN DIO.


Saturday, June 24, 2017

Fearless

What are your fears in life? What are you afraid of? Why are you afraid?

The greatest fear of man is to lose one’s life. The fear of death. From here stems the rest of our fears in life: fear of natural calamities, fear of man made terror, fear of losing richness, fear of staying or becoming poor, fear of ailments and diseases, fear of treachery, of being alone, of losing friends, fear of the eyes who are on the watch for any misstep of ours. And the list continues.

The people of old often believed that death is caused by one’s sin. Sin brings forth death. Somehow it’s true, depending on the syntax and context of the sentence. But it does not necessarily mean to be true always. Because not all who die, die because of sin. We die because death is part of our human nature, part of our cycle of life. One thing though that we must always remember, that at a certain point in time, in a particular place called Nazareth, a man came: the Son of Man, Son of God, and Jesus was his name. He came to change the fate of "man" that Adam brought when he sinned against God. He came to tell everyone, that hey brother, one must not be afraid of losing one’s life, because there is an afterlife. And all that must be done while living on earth is to live in righteousness, in just, and in love. 

FEAR NO ONE, Jesus says. On the one hand, he consoles us of his presence and of his coming. But this command of his, to fear no one, is not only for us to be brave in times of trials and tribulations. It is neither a simple boosting of our confidence, nor a consolation. IT IS AN EXHORTATION FOR ALL OF US CHRISTIANS: TO BE NOT AFRAID TO PROCLAIM THE GOOD NEWS OF THE KINGDOM, AND TO SHOW THAT WE ARE CHRISTIANS. It is a command for us to be fearless in proclaiming the teachings of Jesus Christ. "What I say to you in the darkness, speak in the light; what you hear whispered, proclaim on the housetops. Be not afraid of death, of persecutions that comes with the proclamation of the Gospel." Because as Jesus has promised, there is something stored for us in heaven more than what we have in our earthly life.

DO NOT BE AFRAID of facing peoples of different types. Do not be afraid of facing people who do not believe. Do not be afraid of being criticized because you are a Christian. Do not be afraid to proclaim our loving God. You know, I feel proud of some of our brother Protestants who are fearless to speak about God and of our salvation that Jesus brought us in public places, in buses and many times they are laughed at and criticized. And I feel pity that many of us "called Christians" are ashamed of or would not even speak about God, of the teachings of Jesus, not even inside our house, not even with our family members.

DO NOT BE AFRAID to die, to get killed because you are a Christian. “Do not be afraid of those who kill the body but cannot kill the soul; rather, be afraid of the one who can destroy both soul and body in Gehenna.” The Lord will protect us. Life in God doesn't end here. There is afterlife.

DO NOT BE AFRAID for we are all worthy for him. Do not think that you are not worthy in the eyes of God just because despite your witnessing and your firm faith, you still suffer or get tortured or get killed. Because many who have served the Lord, preached, proclaimed also in the end, had the same fate as Jesus Christ: killed or died. If death comes to us, it comes because it is our time. And it doesn’t mean that we are not worthy of his love.We are worth more than many sparrows.

My dear friends, Jesus exhorts us today TO BE FEARLESS WITNESSES AND MESSENGERS OF THE JOY OF THE GOSPEL. And we should always remember: "Everyone who acknowledges me before others I will acknowledge before my heavenly Father. But whoever denies me before others, I will deny before my heavenly Father."


BE NOT AFRAID. TRUST IN GOD.


Friday, June 23, 2017

His Heart

We celebrate today the solemnity of the Sacred Heart of Jesus. What makes sacred the heart of Jesus is, first and foremost, his being the Son of God and the Son of a woman with an immaculate and marvelous heart. What makes sacred Jesus' heart is that it is full of the knowledge of the Father and it is only the Father who fills his heart. Everything that comes from it comes from the Father and what comes from his heart are signs of the abundant love of the merciful God. What makes sacred the heart of Jesus is its connection to the heart of the Father. He has the same heart as of the Father. 

What makes sacred the heart of Jesus is that it is capable of embracing all those who are tired and fatigued in life, those who are lost and weary. Those who are tired can rest in his heart, find peace in his heart, find hope in his heart.

As followers, we are all invited to learn from his sacred heart. We are invited to look deeply and imitate his meek and humble heart. We are invited to take his yoke because his yoke is good and his weight is light. Because if we have a heart similar to that of Jesus, all the problems of our lives would be bearable and they would be light.

Let us pray to the Sacred Heart of Jesus, that he may continue to teach us the path to the Father and lighten the burdens of our tired hearts.  


Sunday, June 18, 2017

Benedetto, spezzato, condiviso

Celebriamo oggi la Festa del Corpo e del Sangue di Cristo, una festa tradizionale, stabilita nel 1264 dal Papa Urbano IV, in seguito al miracolo di Bolsena. Divenuto famoso in tutto il mondo. Ma cosa significa per noi questa realtà del "Corpo e Sangue di Cristo"? Cerchiamo di spiegarlo con tre parole chiave: BENEDETTO, SPEZZATO, E CONDIVISO.

BENEDETTO. Il significato di questa parola lo deduciamo dal Vangelo di oggi: “Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno… Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

Sì, nella Eucaristia prendiamo il benedetto (consacrato) corpo e sangue di Cristo nell'Eucaristia. Ma benedetto vuol dire molto più di questo. È più che mangiare il pane e bere il vino consacrato. La Santa Comunione è manifestazione di ciò che il Vangelo ci dice. Ma il Vangelo non parla dell'Eucaristia o della "Comunione Santa". Quello che dice è mangiare la carne e bere il sangue di Cristo, espressione che non deve essere presa letteralmente. Dobbiamo mangiare la sua carne e bere il suo sangue nel senso che dobbiamo appropriarsi, assimilare totalmente nel nostro essere tutto ciò che Gesù insegna, la sua visione, i suoi valori, la sua comprensione della vita. Il significato fondamentale del “mangiare il corpo e bere il sangue di Cristo” consiste nella unione totale con lui nei pensieri e nella vita. È questo che ci rende benedetti.

Quando diventiamo con Cristo una sola persona, siamo da considerare benedetti e siamo benedizione per gli altri. Quindi, non è sufficiente ricevere l'ostia quando assistiamo all'Eucaristia. Ma, è necessario vivere la nostra benedizione.

SPEZZATO. Quando parliamo del Corpo e del Sangue di Cristo, non vogliamo dire che “il corpo fisico di Gesù” che è spezzato, morto sulla croce o riferirci al sangue che scorreva dalle sue ferite. Vogliamo dire che il corpo di Gesù Risorto comprende anche tutti i suoi seguaci riuniti nelle comunità cristiane di tutto il mondo. Gesù è il capo del corpo e noi, con i nostri doni e talenti unici e diversi, siamo i suoi membri. E apparteniamo solo a Cristo quando siamo consapevolmente e attivamente coinvolti come membri di quel Corpo, amando, servendo e prendendoci cura degli altri. In questo senso Gesù ci ha raccomandato di essere condiviso con le persone di tutto il mondo.

Forse siamo diversi gli uni dagli altri, eppure apparteniamo ad una famiglia intera. Siamo il Corpo di Cristo. Come dice San Paolo nella seconda lettura: “vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

CONDIVISO. Il cibo ci unisce. Il cibo raccoglie una famiglia a tavola durante i pasti. È un momento di benedizione per la famiglia, che illumina la vita in tutte le sue varie realtà.

Nell'Eucaristia, ci riuniamo per celebrare come una comunità. Ma, la Messa, da sola, non fa una comunità. Presuppone una comunità che già esiste. La celebrazione è il rafforzamento di quella comunità. Non ci limitiamo a "andare a" Messa, o "sentire" la Messa, o "partecipare" alla Messa come individui. Noi non siamo qui semplicemente per osservare il terzo comandamento, "santificare il giorno di festa." Non siamo venuti all'Eucaristia come andiamo a vedere un calcio o al auditorium per vedere un concerto che forma parte del “Luglio suona bene”. Noi non veniamo solo per ottenere qualcosa, ma per dare qualcosa - noi stessi - agli uni agli altri.

Nell'Eucaristia non riceviamo semplicemente Gesù nella comunione; condividiamo insieme il corpo benedetto, spezzato, condiviso di Cristo. Tutto ciò che facciamo durante la Messa è un'esperienza condivisa. Nella liturgia della Comunione cominciamo dicendo insieme la preghiera del Signore, dove parliamo con Dio come il nostro (non il mio) Padre, dove chiediamo il nostro pane quotidiano, dove chiediamo reciprocamente perdono e riconciliazione, dove uniamo le mani. E questo è seguìto dal saluto della pace: un gesto di amicizia, di riconciliazione e di perdono per tutti coloro che ci circondano prima di accostarci alla tavola dell’unità e della convivenza.

Se saremo più consapevoli che Cristo vive e agisce dentro e attraverso di noi con il suo Corpo, la nostra partecipazione alla mensa del Signore sarà più significativa.


Monday, June 12, 2017

Tre Amori

Stiamo celebrando oggi la solennità della Santissima Trinità: un Dio, tre persone. Ogni mente umana non sarebbe in grado di afferrare totalmente questo mistero perché sfida la logica e la formula della matematica. I Padri della Chiesa si sono sforzati di cercare le spiegazioni circa la Trinità in molti modi. E molti teologi hanno anche cercato di spiegare la complessità della Trinità.

Il modo di capire questo mistero non è la mente ma il cuore. Consiste nel guardare ciascuna delle tre persone e poi guardare le loro relazioni. Le letture questa domenica sono state scelte a questo scopo. Vediamo:

La prima lettura parla di Dio Padre. Egli è un Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà. È un Dio di compassione, con un cuore tenero, e misericordioso. È un Dio che ama il suo popolo, che perdona i nostri peccati e la nostra malvagità. In breve, Dio è una fonte di amore.

Tutto ciò è ulteriormente esposto nel Vangelo che abbiamo ascoltato, che allo stesso tempo parla anche del Figlio, del nostro Signore Gesù Cristo. Dio Padre è un Dio d'amore e per amore, ha mandato il suo unico Figlio. "Dio ha così amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito, affinché chiunque creda in lui non perisca, ma abbia una vita eterna". Non c'è da stupirsi allora che il Figlio stesso sia pieno di amore, parli d'amore, agisca per amore, e tutte le sue azioni siano tutte azioni d'amore. Perché rappresenta, riflette l'amore del Padre.

Nelle ultime settimane abbiamo sentito molto parlare di Gesù e della sua identità. Abbiamo anche imparato che per poterlo seguire, anche noi dobbiamo essere persone di amore. E questo comando di Gesù di essere persone di amore è ulteriormente specificato dall'esortazione di San Paolo. Nella seconda lettura, ci esorta ad essere gioiosi, a tendere alla perfezione, a farci coraggio a vicenda, ad avere gli stessi sentimenti, a vivere in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con noi.

Abbiamo detto domenica scorsa nella festa della Pentecoste che lo Spirito Santo è lo spirito che rende presente Gesù in mezzo a noi, è uno spirito che ci incoraggia, che ci consola, che ci unisce, che ci porta la pace. Con l'aiuto dello Spirito Santo, la esortazione di san Paolo e il comando di Gesù ad amarsi l'un l'altro diventano fattibili.

Guardando ora le tre persone insieme, possiamo dedurre che la Trinità è una fusione di tre sentimenti. È un rapporto di tre amori. È una manifestazione d'amore in tre modi. È un modello del modo in cui noi stessi dovremmo vivere.

In Dio vi sono relazioni che sono d’Amore, e tutto ciò che fa, lo fa per Amore. Questa grande verità è di quelle che ci trasformano, che ci rendono migliori. Poiché penetrano nella nostra comprensione, ci risultano del tutto evidenti. Penetrano la nostra azione perfezionandola verso una totale azione d’amore.

Amore è quel che Dio sente per noi. Ama e sarai felice! Perché amore è dare la propria vita per coloro che amiamo. Amore è gratitudine e semplicità. È svuotarsi di sé stessi per ricevere tutto da Dio. Amore è dedicarsi al servizio del prossimo che hanno bisogno. È perdere per guadagnare al cento per uno. È vivere senza fare i conti di quel che si va facendo. È ciò che ci fa assomigliare a Dio. È l’eternità in mezzo a noi.

Viviamo bene l’Eucaristia che è il sacramento dell’Amore. Ci rende partecipi del fuoco che arde nel Cuore di Gesù, ci perdona e ci dona gli stessi sentimenti di Dio. La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.