Sunday, January 29, 2017

Happy

What makes you happy? There are many recipes on how to be happy on earth, many advices on maintaining a happy life. This Sunday, we are given the recipe on how to be truly happy. We are given the formula to be happy not just for a certain moment but in every moment in life.

In summary, THE MAIN KEY TO BE HAPPY IS HUMILITY AND MEEKNESS. Our three readings tell us that in humility, a Christian will find happiness in this valley of tears and in the life after. But the word humility is still very generic for us to understand.

It is automatic for us humans to auto defend ourselves when we are belittled and caught off guard. Many of us, when we encounter problems in life, our very first reaction is to be angry and to frown. If you keep on being angry in life and keep on frowning, you will have so many wrinkles in the face and will make you very old at a very young age. And that will make you look ugly. Sometimes, there are some of you who are frowning and have that sour face when you hear mass and even during the communion. Why would you frown and have a sour face in receiving the Christ? As Christians, we should be radiating joy and happiness and not sour, lonely and bitter faces. If you wanted to boast that you are a true Christian, show it with your happy face and happy life.

Let us now try to look at the specific means on how to be humble and therefore be happy in life as Christians. Let us check the formula that was given to us by Christ. The first one is to be “POOR IN SPIRIT”. It is not about having nothing, but rather it is by keeping nothing for oneself. If you curse yourself and others, that is not poor in spirit. If you try to improve your own condition with violence and deceit, that is not poor in spirit. If you only think of yourself and never care for others, that is not being poor in spirit. If you spend yourself for others and puts yourself at the service of those who need you, you are poor in spirit. And from the moment one makes the choice to become and to remain poor in spirit, one enters the “kingdom of heaven,” and belongs to the family of saints even when you are still on earth.

MOURN. It is to have a broken heart not because somebody broke your heart. Blessed are those who mourn, means that those who are desperately sorry of their sins shall be blessed. To mourn is also to be sensitive and really feels the desperate plight and terrible sufferings of others. If you are truly sorry for your sins, if you ask forgiveness in God, you shall find relief, solace, consolation within, an assurance of forgiveness and acceptance by God. Isn’t that what you feel every after confession?

The third is to be GENTLE, to be tender. To have that sense of need for God and humble before men. We will be happy if we are not easily provoked, cool, even-tempered, forgiving, not revengeful. The fourth is to be HUNGRY AND THIRST FOR ALL RIGHTEOUSNESS, to be righteous and to do righteousness. The fifth formula is to be MERCIFUL, to have a forgiving spirit and a compassionate heart, to be benevolent, forgiving those who are wrong, having empathy. The sixth is to have a CLEAN HEART, TO BE HOLY. You will know the purity and the dirtiness of the heart of a person by the words that comes out from his mouth. If you want to be truly happy, we must wash our hearts of evil ways and thoughts. The seventh formula is to be PEACEMAKERS, to bring men together, to make peace between men and God, to reconcile differences and eliminate strife. Anyone who tries to avoid others because he doesn’t want to make peace, will always have a bitter life. Well the last one, doesn’t mean that you go on looking for someone to persecute you as Christians. We are invited to ENDURE SUFFERING FOR CHRIST whenever we be mocked, ridiculed, criticized, ostracized, treated with hostility, just because we are Christians, just because you are a Catholic, just because you believe in Christ, just because you believe in God.

You want to be truly happy? Take the advice of Jesus and the readings of today to be happy in life.


Felice

Cosa ti rende felice? Ci sono molte ricette su come essere felici sulla terra, molti consigli sul mantenimento di una vita felice. Questa domenica, ci viene data la ricetta su come essere veramente felici. Ci viene data la formula per essere felice non solo per un certo momento, ma in ogni momento della vita cristiana.

In sintesi, la chiave principale per essere felice è l'umiltà e la mitezza. Le nostre tre letture ci dicono che nella umiltà, un cristiano troverà la felicità in questa valle di lacrime e nella vita dopo. Ma la parola umiltà è ancora molto generica per capire. In che modo possiamo essere umili per essere felici?

Cerchiamo di guardare ai mezzi specifici su come essere umile e quindi essere felice nella vita come cristiani. Cerchiamo di controllare la formula che ci è stata data da Cristo. Il primo è quello di essere "poveri in spirito". Non si tratta di non avere nulla, ma piuttosto è non tenere nulla per sé. Se maledici te stesso e gli altri, non sei povero di spirito. Se si tenta di migliorare la propria condizione con la violenza e l'inganno, non sei povero di spirito. Se pensi solo di te stesso e mai hai cura per gli altri, non sei povero di spirito. Se si spende per gli altri e mette se stessi al servizio di coloro che hanno bisogno di voi, siete poveri in spirito. E dal momento in cui si fa la scelta di diventare e rimanere poveri in spirito, si entra nel "regno dei cieli", e si appartiene alla famiglia dei santi, anche quando si è ancora sulla terra.

Il secondo è, a piangere. Non ti sto dicendo di piangere e piangere e piangere in modo da sarete felici. Sarebbe assurdo. È di avere un cuore spezzato (ma non perché qualcuno ha rotto il tuo cuore). Rotto a causa dei difetti e peccati che hanno bisogno di riparazione. Perché se sono veramente dispiaciuti, cercheranno il perdono di Dio e sarà benedetta dopo. Se siete veramente dispiaciuti dei vostri peccati, e si chiede il perdono di Dio, troverete sollievo, conforto, consolazione all'interno, una garanzia di perdono e di accettazione da parte di Dio. Non è quello che si sente ogni volta dopo la confessione? La seconda formula significa anche di essere sensibile e davvero si sente la situazione disperata e le terribili sofferenze degli altri.

Il terzo è quello di essere gentile, essere tenero. Per avere quel senso di bisogno di Dio devi essere umile davanti agli uomini. Saremo felici se non siamo facilmente provocati, se siamo calmi, pacati, perdono, non vendetta. Il quarto è quello di essere affamati e assetati di ogni giustizia di essere giusti, e di fare giustizia. Il quinto formula è quella di essere misericordioso, di avere uno spirito di perdono e un cuore compassionevole, di essere benevolo, perdonare coloro che hanno sbagliato, avendo empatia. Il sesto è quello di avere un cuore puro, per essere santi. Sapete che la purezza e la sporcizia del cuore di una persona viene dalle parole che escono dalla sua bocca. Se vogliamo essere veramente felici, dobbiamo lavare i nostri cuori della malvagità e pensieri. La settima formula è quella di essere operatori di pace, per portare gli uomini insieme, per fare la pace tra gli uomini e Dio, per riconciliare le differenze ed eliminare i conflitti. Chiunque cerca di evitare gli altri, perché lui non vuole fare la pace, avrà sempre una vita amara. Beh l'ultimo, non significa che si va in cerca di qualcuno che perseguita noi come cristiani. Siamo invitati a sopportare le sofferenze per Cristo ogni volta che veniamo derisi, ridicolizzati, criticati, messi da parte, trattati con ostilità, solo perché siamo cristiani, solo perché siamo un cattolico, proprio perché crediamo in Cristo, proprio perché crediamo in Dio.

È automatico per noi esseri umani l'auto difenderci quando siamo sminuiti e presi alla sprovvista. Molti di noi, quando incontriamo problemi nella vita, la nostra prima reazione è, di essere arrabbiato e ad accigliare le sopracciglia. Chi continua a essere arrabbiato nella vita e si mantiene accigliato, avrà così tante rughe in faccia e si farà molto vecchio in giovanissima età. E vi farà guardare brutto. A volte, ci sono alcuni di voi che sono accigliati e hanno quel volto aspro quando si frequenta la Messa e anche durante la comunione. Perché avere una faccia acida quando si riceve il corpo di Cristo? Come cristiani, dovremmo irradiare gioia e la felicità e non aspersa, solitudine e amaro-faccia. Chi si vuole vantare di essere un vero cristiano, mostrarlo con la faccia felice e la vita felice.

Si vuole essere veramente felice? Prendete il consiglio di Gesù e le letture di oggi per essere felici nella vita.


Sunday, January 22, 2017

Cambiamenti

Oggi, ci concentreremo su una sola parola che riassume tutto ciò le letture che abbiamo ascoltato e tutto ciò che dobbiamo fare nella vita come cristiani. E quella parola è CONVERSIONE. Possiamo definire conversione, cercando per il suo significato nel dizionario. Ma, concentriamoci sulle letture. Perché credo che possiamo trovare il senso da lì.

La conversione comporta il cambiamento. La conversione può essere lo stesso: l'alterazione, la modifica, variazione, la rivoluzione, la trasformazione:

1) Dal UMILIATO a GLORIOSO - la terra di Zabulon e di Neftali è stato umiliato, ma in seguito si rivelerà gloriosa;

2) Da che camminava nelle TENEBRE ad essere in grado di vedere una nuova LUCE. Vivere nelle tenebre a vivere nella luce;

3) di essere DIVERSO a UNANIME - nella fede;

4) dall'essere DIVISO in seguito a diversi capi religiosi (Apollo, Paolo, Cefa) per essere UNITI in un capo unico che è Cristo. Questo mi porta alla mente la celebrazione che stiamo celebrando in tutta la Chiesa - la settimana di preghiera per l'unità di tutti i cristiani - siamo al quinto giorno già. Stiamo pregando perché possiamo cambiare dall'essere CREDENTI DIVISI e seguaci di Cristo a CRISTIANI UNITI;

5) da un soggiorno in un UNICO LUOGO (da Nazareth) – ad essere "IN USCITA" - si sposta da un luogo ad un altro luogo (nel caso di Gesù, secondo il nostro Vangelo, andò a Cafarnao);

6) Da essere un PESCATORE ORDINARIO a PESCATORE STRAORDINARIO DI UOMINI (apostoli e discepoli di Cristo);

7) Da essere IGNORANTE su chi veramente è Dio a CONOSCERE Dio attraverso gli insegnamenti di Cristo;

8) Da essere MALATO ad essere GUARITI;

E l'elenco continua. Questa volta, facciamolo personalmente.

Cari ragazzi, siete stati invitati a frequentare la catechesi prima di iniziare a ricevere la comunione, perché ci si aspetta di essere convertito, trasformato da un ORDINARIO FREQUENTATORE DI CHIESA per essere IMPEGNATI MEMBRI DELLA COMUNITÀ CREDENTE, partecipando al pane di vita che dà luce e vita alla comunità cristiana.

L'EUCARISTIA a cui venite ogni domenica, è UN RITO DI CONVERSIONE, di una trasformazione. Anche se non lo vediamo con i nostri occhi, il PANE COMUNE E IL VINO COMUNE, frutti della terra e della vite, opera delle mani dell'uomo, si trasformano nel CORPO E SANGUE DI CRISTO. Per gli adulti che sono qui oggi nella Messa, il termine giusto per quella CONVERSIONE o trasformazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Cristo è TRANSUSTANZIAZIONE.

L'EUCARISTIA a cui siete venuti, non è solo un'attività sociale che si deve fare ogni domenica. Si tratta di UN INVITO A UNA CONVERSIONE QUOTIDIANA, PER LA PROPRIA TRASFORMAZIONE, UNA MODIFICA DELLA PROPRIA VITA: LASCIARE LE TENEBRE E VIVERE NELLA LUCE; DI PROMUOVERE L'UNITÀ E NON LA DIVISIONE; DI ALLONTANARSI DAL PECCATO E VIVERE NEI VALORI DEL REGNO; per dimostrare che sei veramente un seguace "Confermato" di Cristo.

Siamo invitati ad avere un CAMBIAMENTO DI ATTEGGIAMENTO, UN CAMBIAMENTO DEL CUORE. E come i pescatori ordinari trasformati in apostoli, anche noi, cittadini comuni di oggi, siamo chiamati ad essere grandi seguaci, testimoni e portatori della gioia del Vangelo. 



Sunday, January 15, 2017

He


Whenever we introduce ourselves, usually we say our names, our age, where we are, who our parents, what school we go. And then, when you grow up and you have jobs, we include our profession. Today, in the readings, we have someone who is introduced. Do you know who? is Jesus.

Today's readings are a bit 'difficult to explain to you, my dear boys and girls, but let us try to understand it by focusing on three words only. Three words that we can deduce from the readings, used when Jesus was introduced by the Prophet Isaiah, John the Baptist, and St. Paul : SACRIFICE, REMAIN, COMMUNION.

Let's start with SACRIFICE. The Prophet told us who the Messiah is. He is the Servant on whom God's glory shall be manifested. On the other hand, John the Baptist introduced him as "the Lamb of God who takes away the sin of the world." But, what it means to be the Lamb of God? This means that Jesus, as the Messiah, will sacrifice to "raise up the tribes of Jacob, and restore the survivors of Israel." He will be like the lambs that were offered to God during the time of Abraham, Isaac, Jacob and all the Prophets. In fact, the Gospel is trying to present to us what will happen to Jesus in the future.

The second word that we must remember is REMAIN. John the Baptist said that the Holy Spirit came "from heaven like a dove and remained on him". It did not come and then suddenly gone. Well of course I do not mean that at all times you will see a dove hovering Jesus. What I mean is that the Spirit stayed within him. It remained in Jesus and supported him. It was the one that gave him the strength to endure the hardships and sacrifices that he was going to do. The spirit that has remained on him made him stronger and to be in communion with the Father.

The third word is COMMUNION. When St. Paul sent a letter to the Corinthians, he began by introducing himself. Take note of the way he presented himself. He introduced himself as "an Apostle of Christ Jesus by the will of God, sent to the Church of Corinth" that is "sanctified in Christ Jesus." He uses the name of Jesus, the Servant of God who sacrificed himself for us to remain in God. This is to show that St. Paul is in communion with them and that he is bearing the name of Jesus.

The Holy Eucharist in which we celebrate every day is the remembrance of that SACRIFICE he has done for us. This is why, towards the end of the ritual, before taking our communion, we are reminded that the one whom we will receive is the Lamb of God, who takes away the sin of the world.

Four months from now, after two years of sacrifice, coming here for the catechism, you can finally have your first communion. You will receive the body and blood of Christ, the Lamb of God who takes away the sin of the world. The Lamb of God who sacrificed himself for all of us.

The challenge for us, not only for these boys and girls, but for all of us here present, after receiving the communion, is to REMAIN faithful to this Lamb of God, to remain in the Spirit of God. If we allow this in a small piece of bread, the Body of Christ, the Lamb of God, to remain in us, it will give us strength and we will be able to endure hardship and temptations in our day to day life as Christians.

Likewise, the other challenge for us is to ALWAYS BE IN COMMUNION with God, in communion others, one with all, to live the values of the Kingdom doing good, staying faithful witnesses and messengers of the joy of the Gospel. So be it.


Presentati


Ogni volta che ci presentiamo, di solito affermiamo i nostri nomi, la nostra età, di dove siamo, chi sono i nostri genitori, in quale scuola andiamo. E poi, quando si cresce e si hanno posti di lavoro, includiamo la nostra professione. Oggi, nelle letture, abbiamo qualcuno che viene introdotto. Sapete chi è? è Gesù.

Le letture di oggi sono un po’ difficili da spiegare per voi miei cari ragazzi, ma cerchiamo di capirlo, concentriamoci su tre verbi, tre verbi che sono stati utilizzati quando Gesù è stato introdotto dal profeta Isaia, da Giovanni Battista, e da San Paolo: SACRIFICIO, RIMANERE, COMUNIONE.

Cominciamo con SACRIFICIO. Il profeta ha detto a noi chi è il Messia. Lui è il servo sul quale si manifesterà la Gloria del Signore. Giovanni Battista lo presentò come "l'Agnello di Dio che toglie i peccato del mondo." Ma, che cosa significa essere l'agnello di Dio? Questo significa che Gesù, come messia, si sacrificherà per "rialzare le tribù di Giacobbe, e ripristinare i superstiti di Israele." Egli sarà come gli agnelli che veniamo offerti a Dio durante i tempi di Abramo, Isacco, Giacobbe e di tutti i profeti. In realtà, il Vangelo sta cercando di presentare a noi che cosa accadrà a Gesù in futuro.

La seconda parola che dobbiamo ricordare è RIMANERE. Giovanni Battista dice che su Gesù, lo Spirito Santo venne "dal cielo come una colomba e rimase in lui". Essa non è venuto e poi sparita. No. È rimasto in lui e lo ha sostenuto. È stato quello che gli ha dato la forza di sopportare i disagi e i sacrifici che egli stava per fare. Lo spirito che è rimasto su di lui lo ha reso forte e a stare in comunione con il Padre.

La terza parola è COMUNIONE. Quando San Paolo ha inviato una lettera ai Corinzi, ha cominciato con l'introduzione di sé stesso. Si presentò come "un apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, inviato alla Chiesa di Corinto" che è "santificato in Cristo Gesù." Egli usa il nome di Gesù, il servo di Dio che si è sacrificato per noi rimaniamo in Dio. Questo è per dimostrare che San Paolo è in comunione con loro.

La Messa in cui celebriamo ogni giorno è il ricordo di quel SACRIFICIO che egli ha fatto per noi. È per questo che, verso la fine del rito, prima di prendere la nostra comunione, ci viene ricordato che colui che riceveremo: è l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.
Quattro mesi da oggi, dopo due anni di sacrifici, nel partecipare alla catechesi, potrete finalmente ricevere la vostra prima comunione. Riceverete il corpo e il sangue di Cristo, l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'Agnello di Dio che si è sacrificato per tutti noi.

La sfida per noi dopo aver ricevuto la comunione è quella di RIMANERE FIDELI a questo Agnello di Dio, di rimanere nello Spirito di Dio. Se permetteremo questo a un piccolo pezzo di pane, il Corpo di Cristo, l'Agnello di Dio, di rimanere in noi, ci darà forza, saremo in grado di sopportare le difficoltà e le tentazioni.

L'altra sfida per noi è quella di ESSERE SEMPRE IN COMUNIONE con Dio, in comunione con gli altri, uno con tutti, di vivere i valori del Regno facendo il bene, rimanendo fedeli testimoni e messaggeri della gioia del Vangelo. Così sia.


Sunday, January 8, 2017

How to Be You

What makes a person loveable and pleasing for their parents or to anyone? What does it entail to be chosen? How to be You?

To help us contemplate today’s Feast of the Baptism of the Lord, let us look at the three main characteristics of a chosen one, of person pleasing to the Lord: PEACEMAKER, JUST AND OBEDIENT.

PEACEMAKER. Our first reading tells us that the person who pleases the Lord is the one who brings peace and love peace for the Spirit of the Lord is with him. He does not shout or raise the tone, makes its voice heard in the street, does not break a bruised reed, not quench one dimly burning wick, and proclaims the right with truth.

Jesus, the chosen one, brought and continues to bring peace to all those who are troubled at heart. He brought back the broken relationship between man and God.

Isn’t it that we love people who are peaceful, who gives us peace of mind, people whom when we see them we find relief and brings us joy? As followers of Jesus, as baptized Christians, let is always remember that we are also called to be peacemakers and bring peace to our family and community than be source of tragedy and war. By being peacemaker, we would be loveable and pleasing to the eyes of men, but also to God.

JUST. The second characteristic that pleases the Father is to have fear in the Lord and be just. Our second reading says that Saint Peter realized that God does not have a preference in choosing a person that will serve him. He chooses whoever he wants from whatever nation or race. He chooses those who have fear or respect in the Lord and who are just.

Jesus, the chosen one, had a great respect to his Father and was just in all his ways, in all his actions, in all his deeds. He did not just bring peace, he also brought justice to all nation.

As baptized Christians, we are also called to have respect and fear of the Lord. We are called to have respect in our parents and have that sense of fear in them and all our actions are in the right place. We are invited to be just in all our deeds and actions.

OBEDIENT. The third characteristic of a person pleasing to the Lord is obedient. He is obedient to the laws and statutes. Which in turn, brings forth peace and justice to all.

Our Gospel tells us that when Jesus came to be baptized by John in the river Jordan, John would not have wanted to do it because he felt not worthy and even said that it is him whom Jesus must baptize. But Jesus said: “Let it be so now; for it is proper for us in this way to fulfill all righteousness.” Jesus showed that he had come not to break the laws but rather to fulfil it.

My dear friends, as baptized Christians, we are also called to be obedient persons. Obedient to the law is to be just and bring peace. We are called to follow the precepts of the Lord, to follow the law of love and compassion.

In today’s Feast of the Baptism of the Lord, as we renew later our baptismal promise, I would like to invite all of you to recall your lives as Christians. In your life as a Christian for 13 years, 20, 30, 40, 60, or 90, have you ever been a peacemaker or you have been always the cause of troubles? Do you fear the Lord or you fear no one, not even God and so you don’t care to be just in your ways and deeds? Were you obedient to the precepts of the Lord in living as Christians?

Let us be PEACEMAKERS, JUST and OBEDIENT so that God our Father may also be pleased with us.


Il Prescelto

Che cosa rende una persona amabile e piacevole per i loro genitori o per chiunque? Che cosa comporta essere scelti?

Per aiutarci a contemplare la festa del Battesimo del Signore, guardiamo le tre caratteristiche principali di un eletto, di una persona di cui il Signore si compiace: CONCILIATORE, GIUSTA E OBBEDIENTE.

CONCILIATORE O PORTATORE DI PACE. La nostra prima lettura ci dice che la persona che compiace il Signore è colui che porta la pace e ama la pace perché lo Spirito del Signore è con lui. Non grida né alza il tono, non fa udire in piazza la sua voce, non spezza una canna incrinata, non spegne uno stoppino dalla fiamma smorta, e proclama il diritto con verità.

Gesù, il prescelto, ha portato e continua a portare la pace a tutti coloro che hanno il cuore turbato. Egli ha riportato il rapporto rotto tra l'uomo e Dio.

Non è che noi amiamo le persone che sono tranquille, che ci danno la pace della mente, le persone che quando le vediamo troviamo sollievo e ci portano gioia? Come seguaci di Gesù, COME CRISTIANI BATTEZZATI, dobbiamo sempre ricordare che SIAMO CHIAMATI ANCHE AD ESSERE MEDIATORI DI PACE, conciliatori e portare la pace alla nostra famiglia e alla comunità, piuttosto che essere fonte di tragedia e di guerra. Essendo mediatori di pace, saremo amabili e piacevoli non solo agli occhi degli uomini, ma anche per il nostro Dio Padre.

GIUSTO. La seconda caratteristica che piace al Padre è quella di avere paura nel Signore e di essere giusto. La nostra seconda lettura dice che San Pietro si rese conto che Dio non ha una preferenza nella scelta di una persona che lo servirà. Egli sceglie chi vuole di qualunque nazione o razza. Egli sceglie coloro che hanno paura o rispetto nel Signore e coloro che sono giusti.

Gesù, il prescelto, ha avuto un grande rispetto per il Padre e era giusto in tutte le sue vie, in tutte le sue azioni, in tutte le sue opere. Egli non solo ha portato la pace, ha anche portato la giustizia a tutte le nazioni.

COME CRISTIANI BATTEZZATI, SIAMO CHIAMATI ANCHE AD AVERE RISPETTO E TIMORE DEL SIGNORE. Siamo chiamati ad avere rispetto dei nostri genitori e che abbiamo un senso di paura in loro, tutte le nostre azioni sono al posto giusto. Siamo invitati a essere giusti in tutte le nostre azioni e comportamenti.

OBBEDIENTE. La terza caratteristica di una persona gradita al Signore è obbediente. Lui è obbediente alle leggi e statuti. Essere obbedienti, il più delle volte, porta avanti la pace e la giustizia per tutti.

Il nostro Vangelo ci dice che quando Gesù è venuto per farsi battezzare da Giovanni nel fiume Giordano, Giovanni non avrebbe voluto farlo perché non si sentiva degno e anche ha detto che è lui che Gesù deve battezzare. Ma Gesù disse: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia.” Gesù ha dimostrato che era venuto a non rompere le leggi, ma piuttosto a compierle.

Miei cari amici, COME CRISTIANI BATTEZZATI, SIAMO CHIAMATI ANCHE AD ESSERE PERSONE OBBEDIENTI. Essere obbediente alla legge è essere giusto e portare la pace. Siamo chiamati a seguire i precetti del Signore. Vorrei ricordare a tutti che quando diciamo legge, non è il concetto a cui siamo abituati. Quando diciamo legge nel contesto cristiano, è uguale alla parola amore. Ecco perché a volte, si può essere portati o infrangere le "leggi" che conosciamo, al fine di seguire la legge suprema che è l'amore.

Nella festa odierna del Battesimo del Signore, mentre rinnoviamo più avanti la nostra promessa del battesimo, vorrei invitare tutti voi per ricordare la vostra vita di cristiani. Nella tua vita di cristiano per 13 anni, 20, 30, 40, 60, o 90, sei mai stato un conciliatore, costruttore di pace o voi siete stati sempre le cause dei guai? Temete il Signore o non si teme nessuno, neanche Dio e quindi non hai cura di essere giusto nelle tue vie e le opere? Siete obbedienti ai precetti del Signore e disposti a vivere da cristiani?

CERCHIAMO DI ESSERE CONCILIATORI O OPERATORI DI PACE, GIUSTI E OBBEDIENTI IN MODO CHE DIO NOSTRO PADRE SI PUÒ ANCHE COMPIACERE DI NOI.