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Presentati


Ogni volta che ci presentiamo, di solito affermiamo i nostri nomi, la nostra età, di dove siamo, chi sono i nostri genitori, in quale scuola andiamo. E poi, quando si cresce e si hanno posti di lavoro, includiamo la nostra professione. Oggi, nelle letture, abbiamo qualcuno che viene introdotto. Sapete chi è? è Gesù.

Le letture di oggi sono un po’ difficili da spiegare per voi miei cari ragazzi, ma cerchiamo di capirlo, concentriamoci su tre verbi, tre verbi che sono stati utilizzati quando Gesù è stato introdotto dal profeta Isaia, da Giovanni Battista, e da San Paolo: SACRIFICIO, RIMANERE, COMUNIONE.

Cominciamo con SACRIFICIO. Il profeta ha detto a noi chi è il Messia. Lui è il servo sul quale si manifesterà la Gloria del Signore. Giovanni Battista lo presentò come "l'Agnello di Dio che toglie i peccato del mondo." Ma, che cosa significa essere l'agnello di Dio? Questo significa che Gesù, come messia, si sacrificherà per "rialzare le tribù di Giacobbe, e ripristinare i superstiti di Israele." Egli sarà come gli agnelli che veniamo offerti a Dio durante i tempi di Abramo, Isacco, Giacobbe e di tutti i profeti. In realtà, il Vangelo sta cercando di presentare a noi che cosa accadrà a Gesù in futuro.

La seconda parola che dobbiamo ricordare è RIMANERE. Giovanni Battista dice che su Gesù, lo Spirito Santo venne "dal cielo come una colomba e rimase in lui". Essa non è venuto e poi sparita. No. È rimasto in lui e lo ha sostenuto. È stato quello che gli ha dato la forza di sopportare i disagi e i sacrifici che egli stava per fare. Lo spirito che è rimasto su di lui lo ha reso forte e a stare in comunione con il Padre.

La terza parola è COMUNIONE. Quando San Paolo ha inviato una lettera ai Corinzi, ha cominciato con l'introduzione di sé stesso. Si presentò come "un apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, inviato alla Chiesa di Corinto" che è "santificato in Cristo Gesù." Egli usa il nome di Gesù, il servo di Dio che si è sacrificato per noi rimaniamo in Dio. Questo è per dimostrare che San Paolo è in comunione con loro.

La Messa in cui celebriamo ogni giorno è il ricordo di quel SACRIFICIO che egli ha fatto per noi. È per questo che, verso la fine del rito, prima di prendere la nostra comunione, ci viene ricordato che colui che riceveremo: è l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo.
Quattro mesi da oggi, dopo due anni di sacrifici, nel partecipare alla catechesi, potrete finalmente ricevere la vostra prima comunione. Riceverete il corpo e il sangue di Cristo, l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. L'Agnello di Dio che si è sacrificato per tutti noi.

La sfida per noi dopo aver ricevuto la comunione è quella di RIMANERE FIDELI a questo Agnello di Dio, di rimanere nello Spirito di Dio. Se permetteremo questo a un piccolo pezzo di pane, il Corpo di Cristo, l'Agnello di Dio, di rimanere in noi, ci darà forza, saremo in grado di sopportare le difficoltà e le tentazioni.

L'altra sfida per noi è quella di ESSERE SEMPRE IN COMUNIONE con Dio, in comunione con gli altri, uno con tutti, di vivere i valori del Regno facendo il bene, rimanendo fedeli testimoni e messaggeri della gioia del Vangelo. Così sia.

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